Amianto, come salvaguardare l’ambiente con la bonifica

Amianto o asbesto, è una parola di origine greca, infatti, la prima definizione significa ‘incorruttibile’ e la seconda “inestinguibile”.

L’amianto e la sua pericolosità

Dal punto di vista tecnico, l’amianto è formato da un gruppo di minerali in fibre come antofillite, actinolite, amosite, crisotilo e quant’altro che, sebbene siano presenti in natura, sono pericolosissime e, se inalate, provocano danni molto seri all’alberatura bronchiale.

In pratica, l’amianto è formato da un agglomerato di migliaia di queste sostanze che quando si scompongono rilasciano particelle di fibre responsabili di patologie ai polmoni benigne, ma anche maligne che negli scorsi anni hanno causato un forte tasso di mortalità.

I proprietari degli immobili hanno il l’obbligo rigoroso di denunciare la presenza di amianto così come recita l’articolo 12 comma 5 della legge 257/92′, anche nel caso non si abbia l’effettiva sicurezza che si tratti di amianto. A tal fine, la ditta autorizzata o l’ASL di appartenenza, procede all’esecuzione di analisi specifiche nei laboratori che potranno accertare la presenza del materiale dannoso.

Smaltire l’amianto

Smaltire l’amianto è diventato un problema di basilare importanza nel nostro paese, per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela della salute. Con la normativa sopra citata, l’amianto è tassativamente proibito in Italia e dopo questa legge, sono nati diversi dettami che indicano come smaltire questo materiale e bonificare le strutture che lo contengono.

Esistono ancora capannoni ed edifici dove si lavora e si vive, che hanno coperture d’amianto friabile.

Sul web sono presenti diversi siti che indicano kit completi per la rimozione fai da te, ma il suggerimento è di non avvalersi di questi elementi, perché per rimuovere l’eternit occorrono misure precauzionali che solo un team di operatori specializzati può adottare, nel pieno rispetto delle norme vigenti.

È sempre bene rivolgersi ad una ditta specializzata, tassativamente iscritta all’Albo Nazionale delle Imprese Esercenti Servizi di Smaltimento Rifiuti’, come MBA Ambiente con sede a Milano, ma che opera in tutto il Nord Italia e non solo.

Ancor prima di intervenire, l’azienda dovrà fare domanda all’Asl di appartenenza che provvederà a regolare un piano con i modi ed i tempi previsti dal nostro ordinamento.

Come procede la ditta smaltimento

Gli operatori della ditta smaltimento rifiuti adoperano una serie di dispositivi che evitano la dispersione nell’aria delle fibre di eternit e, nel contempo, proteggono sé stessi. Lavorare in sicurezza vuol dire incapsulare le parti d’amianto, usare tutte e maschere facciali, guanti, contenitori, etichette per l’identificazione del materiale e pompe airless.

Dopo averli smontati con la dovuta perizia e senza l’uso di trapani o seghe, sull’amianto in lastre o a pezzi viene stesa una coltre di materiale incapsulante, al fine di evitare la dispersione delle fibre nell’ambiente. Il materiale raccolto viene inserito nei contenitori, che verranno sigillati ed etichettati per essere, infine, trasportati nelle discariche autorizzate.

In genere, la discarica accetta i contenitori inertizzati e confezionati ma, successivamente, essi verranno trasferiti in altri siti dove si provvederà allo smaltimento definitivo tramite sotterramento. L’eternit è un materiale che non può assolutamente essere riciclato o recuperato, ma per salvaguardare l’ambiente deve essere soltanto smaltito nei modi suindicati.

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