Convocazioni assemblee condominiali e avviso

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Una materia sempre articolata è quella inerente alla convocazione dell’assemblea di condominio e alla gestione della stessa. Proviamo quindi a fare chiarezza sull’argomento spiegando quali sono le norme che regolano la consegna dell’avviso di convocazione, i tempi e cosa fare quando un condomino non è reperibile per consegnargli il suddetto avviso.

Condominio

L’avviso di convocazione

Tra il ricevimento dell’avviso di convocazione dell’assemblea e l’assemblea stessa devono trascorrere, obbligatoriamente, almeno 5 giorni. La consegna di tale avviso deve avvenire tramite specifici metodi tra cui, come vedremo, anche la consegna a mano e il servizio postale.

Un condomino assente può impugnare la delibera in assemblea entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione della delibera in questione, che solitamente viene allegata insieme al verbale spedito ad ogni condomino (in questo caso non ci sono obblighi sui metodi di spedizione).

Per la legge (art 1335 del Codice Civile) ogni comunicazione si presume conosciuta nel momento in cui questa viene consegnata all’indirizzo dove risiede il destinatario. In caso contrario bisogna dimostrare la reale incolpevole impossibilità di aver ricevuto tali comunicazioni.

Il servizio postale

Come detto uno dei due mezzi con i quali inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea, è quello postale. In questo caso ci sono delle novità rispetto alla prassi abitualmente percorsa per la quale si considerava come data di decorrenza quella di immissione dell’avviso di giacenza nella cassetta postale. Con una recente sentenza della Cassazione, invece, si stabilisce che “la comunicazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del rilascio dell’avviso di giacenza ovvero dalla data del ritiro del piego, se anteriore”.

È da ricordare che tale procedura è applicabile solamente quando il destinatario risulti assente e oltre ad esso anche i collaboratori, i membri e i conviventi del nucleo familiare, nonché il portiere.

La consegna a mano

In questo caso è in uso la prassi, nei condomini dov’è presente, di consegnare l’avviso di convocazione al portiere che poi si occuperà di distribuirla ad ogni condomino previa firma su una distinta che dimostri la ricezione di detta comunicazione. La giurisprudenza conferma tale prassi ritenendo valida la distinta firmata per “ricevuta convocazione dell’assemblea”.

L’assenza dei condomini

Qualora ci si ritrovi in una situazione in cui un condomino e tutto il suo nucleo familiare è assente e non ha lasciato al portiere un recapito, non potendosi arrestare per questi motivi l’attività condominiale, possono configurarsi diversi casi, in attesa che vengano risolti dalla giurisprudenza:

  • considerare la comunicazione avvenuta nonostante la colpevole negligenza del condomino assente, con il rischio di vedersi invalidata tale scelta in sede giudiziale;
  • inviare la comunicazione tramite Raccomandata con ricevuta di ritorno, con un aumento dell’attività amministrativa e un ritardo nelle tempistiche;
  • utilizzare l’attività di un portiere che, per legge, è abilitato alla ricezione delle comunicazioni anche dei condomini assenti.

Bisogna ricordare che, come stabilito dal Tribunale di Milano (2/4/1992): “non è necessario che l’avviso sia materialmente consegnato a mani del singolo condòmino ma è sufficiente che sia stato recapitato nella sua sfera di conoscibilità, cioè sia pervenuto a persone che, per i loro rapporti con il destinatario o per causa di ufficio, siano tenuti a farne consegna”.

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