Il pignoramento mobiliare, cos’è e come se ne riceve notifica

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La notifica di pignoramento mobiliare è tra le più spiacevoli che si possano ricevere. Per potersi difendere è necessario conoscere bene i propri diritti e, ovviamente, chiamare a proprio supporto un buon legale.

Il pignoramento mobiliare consiste nella sottrazione forzata dei beni di un individuo ed  è di norma regolamentata dall’articolo 491 del codice civile. Ovviamente, tale provvedimento viene attuato soltanto in alcuni casi limite: in genere si riserva questo trattamento a tutti coloro i quali, per varie vicissitudini, si ritrovano a contrarre grandi debiti insoluti ed insolvibili.

Prima di giungere a tale estremo però ci sono delle regole ben stabilite da seguire che, se non rispettate, costituiscono un ottimo appiglio per l’eventuale legale del debitore. In generale prima del pignoramento mobiliare, il malcapitato riceve un atto di intimidazione al pagamento. Questo fastidioso avviso obbliga il debitore a pagare la somma dovuta ad un qualsiasi creditore entro e non oltre i 10 giorni dall’avvenuta notifica. Qualora quest’ultimo si rifiutasse ancora di corrispondere l’importo dovuto, si procederà con il pignoramento.

Ad attuare il provvedimento dovrà essere un ufficiale giudiziario debitamente provvisto di tutta la documentazione richiesta (titolo esecutivo e precetto su tutto). Nei casi più difficili, ad esempio quando il creditore proprio non vuol saperne di saldare il suo debito e ne ostacola il lavoro, l’ufficiale giudiziario può chiamare in causa anche le forze dell’ordine.

Inoltre è bene sapere che il pignoramento mobiliare non può in nessun caso essere eseguito nei giorni festivi né tanto meno in un orario che non sia quello compreso tra le 7 e le 21.

Come avviene un pignoramento mobiliare

Per quanto possa essere un compito ingrato, chi rende esecutivo un pignoramento mobiliare dovrà letteralmente frugare nella vita del debitore. Ispezionerà quindi la casa dove risiede, tutti i suoi beni immobiliari e persino la stessa persona del cattivo pagatore alla ricerca di beni di valore che possano servire, una volta resi o venduti con estrema facilità, a chiudere la pratica il più velocemente possibile.

In generale quindi, seguendo un suo preciso criterio logico e valutativo, l’ufficiale giudiziario sequestrerà soprattutto denaro, gioielli, opere d’arte, beni di lusso e titoli di credito. Il pignoramento mobiliare però non finisce qui. Tutto ciò che parrebbe scampare a questo prelievo forzoso viene, per così dire, “congelato”; ossia consegnato ad un custode estraneo alla vicenda.

Tra gli oggetti sequestrati però non potranno mai esserci i beni di prima necessità (cibo, vestiario o biancheria per la casa) o ancora oggetti necessari allo svolgimento di una vita dignitosa e alla conservazione dei propri diritti di base (stufe, frigoriferi, lavatrici, fornelli e simili sono quindi beni impignorabili).

E dopo?

Dopo l’avvenuto pignoramento mobiliare verrà redatto un verbale in cui si elencheranno con precisione le caratteristiche dei beni espropriati. Una volta che la relazione sarà protocollata, si procederà con la vendita all’asta o al pubblico incanto degli oggetti in questione. Il creditore ha diritto al rimborso della somma così ricavata o a chiedere l’apertura delle aste giudiziarie allo scoccare del 10° giorno dalla data dell’avvenuto pignoramento mobiliare.