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Case prefabbricate e pannelli fotovoltaici: conviene installarli? Quanto si risparmia?

    Negli ultimi anni, i prefabbricati e i pannelli fotovoltaici sono diventati strettamente legati, poiché offrono un notevole risparmio energetico che si traduce in bollette più basse.

    La diffusione dei pannelli fotovoltaici è dovuta alla significativa riduzione dei costi degli impianti, condizione che li ha resi più accessibili alle famiglie. Tuttavia determinare i costi e il tempo necessario per ammortizzare la spesa di un impianto fotovoltaico non è facile, poiché intervengono diversi fattori variabili, come le dimensioni e la potenza del dispositivo.

    Considerando il risparmio energetico annuale, lo scambio sul posto e le detrazioni fiscali, in genere sono necessari circa 7 anni per ammortizzare il costo di un impianto fotovoltaico da 3 kWp, che rappresenta la soluzione migliore per una famiglia media in una casa standard. Poiché la durata media di un impianto fotovoltaico è di 18-20 anni, il risparmio economico, insieme al risparmio energetico, è garantito.

    Quanto si può risparmiare con un impianto fotovoltaico?

    I pannelli fotovoltaici sfruttano l’energia solare per produrre energia elettrica. L’impianto è collegato sia all’utente finale, ovvero all’impianto elettrico della casa, sia alla rete elettrica nazionale a bassa tensione attraverso un contatore bidirezionale. L’utente può utilizzare l’energia prodotta dall’impianto tramite l’autoconsumo, riducendo così in modo significativo le bollette energetiche. Il risparmio dipende anche dal costo dell’energia elettrica fornita dal fornitore e dal costo dell’impianto fotovoltaico, che è diminuito di circa un terzo rispetto a qualche anno fa.

    L’energia elettrica prodotta in eccesso può essere venduta alla rete elettrica nazionale, beneficiando dei contributi statali previsti. Inoltre non bisogna dimenticare la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali per il miglioramento dell’efficienza energetica anche detto Ecobonus.

    Il massimo ammontare dell’ecobonus attualmente parte da 30.000, per sostituire gli impianti termici, fino ai 60.000 € per andare ad intervenire sull’involucro dell’abitazione e sugli impianti solari. È possibile raggiungere fino ai 100.000 euro in caso di interventi più rilevanti. Nel caso di Ecobonus al 65% o al 50% (vedi gli ultimi aggiornamenti), le spese sostenute vengono restituite in 10 anni.

    Cosa considerare prima di installare un impianto fotovoltaico

    Prima di installare un impianto fotovoltaico è importante considerare alcuni parametri dell’edificio prefabbricato. Il primo requisito è lo spazio necessario per l’impianto, che in media richiede circa 15 metri quadrati di pannelli solari.

    Durante l’installazione, è importante prestare attenzione alle ombre, che possono essere di due tipi: ombre prossime (come camini e antenne) e ombre lontane (come alberi e edifici). Anche l’ombra di un singolo lampione può compromettere il corretto funzionamento dell’impianto, quindi è opportuno riprogettare la disposizione dei pannelli in tali casi.

    Idealmente, i pannelli solari dovrebbero essere orientati verso sud o, come alternativa, verso est o ovest, ma mai verso nord. L’edificio prefabbricato deve garantire un’inclinazione dei pannelli solari compresa tra 0 e 45 gradi, che però varia anche in base alle stagioni. Infine bisogna considerare l’altitudine dell’impianto, poiché le zone più elevate sono più soggette a forti nevicate, che possono compromettere il corretto funzionamento dei pannelli solari.

    Altri impianti per migliorare l’autosufficienza energetica

    Nelle più moderne villette prefabbricate, come quelle realizzate da ABC Costruzioni https://abccostruzioni.it/, per migliorare l’autosufficienza energetica di una casa, esistono diverse soluzioni che possono essere adottate, tra cui l’utilizzo di impianti come la pompa di calore, l’impianto geotermico e la caldaia a condensazione.

    Pompa di calore

    La pompa di calore è un sistema che sfrutta l’energia termica presente nell’ambiente esterno, come l’aria o il suolo, per riscaldare o raffreddare gli ambienti interni. Questo impianto funziona tramite il principio del trasferimento di calore da una sorgente fredda a una calda, utilizzando un refrigerante.

    Può essere utilizzata sia per il riscaldamento che per il raffreddamento della casa, offrendo un’alternativa più efficiente e sostenibile rispetto ai tradizionali sistemi di climatizzazione. Utilizzando l’energia termica gratuita presente nell’ambiente, la pompa di calore riduce la dipendenza dalle fonti di energia convenzionali, contribuendo così all’autosufficienza energetica dell’abitazione.

    Impianto geotermico

    Un altro impianto che può contribuire all’autosufficienza energetica è l’impianto geotermico. Questo sistema sfrutta il calore naturale presente nel sottosuolo terrestre per riscaldare e raffreddare gli ambienti. L’impianto geotermico (questo è un approfondimento davvero completo a riguardo) utilizza una pompa di calore geotermica che preleva il calore dal terreno attraverso un circuito di tubi sotterranei.

    Questo calore viene poi utilizzato per il riscaldamento durante i mesi più freddi e per il raffreddamento durante i mesi più caldi. L’energia geotermica è una fonte rinnovabile e costante, consentendo un notevole risparmio energetico e una riduzione delle emissioni di carbonio. L’impianto geotermico può operare in modo efficiente tutto l’anno, rendendolo una scelta affidabile per l’autosufficienza energetica della casa.

    Caldaia a condensazione

    Un’altra soluzione per migliorare l’autosufficienza energetica è l’installazione di una caldaia a condensazione. Questo tipo di caldaia utilizza il calore residuo dei fumi di scarico per riscaldare l’acqua, sfruttando quindi l’energia che normalmente andrebbe persa. La caldaia a condensazione è altamente efficiente dal punto di vista energetico e consente di ridurre i consumi di combustibile fossile.

    Grazie alla sua tecnologia avanzata, questa caldaia riduce le emissioni di gas nocivi nell’atmosfera, contribuendo alla sostenibilità ambientale. Utilizzando una caldaia a condensazione, è possibile ottenere un notevole risparmio energetico e una maggiore autonomia nella produzione di calore per la casa.

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